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Effetto farfalla: come portare la gentilezza in classe

in Educazione/Letteratura di
Educare alla gentilezza si può e si deve, fin dalle prime classi della primaria: come? Con fiabe, rime, filastrocche, storie e laboratori. Ecco qualche suggerimento da portare tra i banchi 

La farfalla è uno degli animali più amati dalle bambine e dai bambini di tutte le età. Il motivo? Se provate a chiederlo in classe, vedrete che le risposte saranno tantissime! Perché ha le ali di tanti colori diversi, perché vola in modo un po’ buffo, perché le piacciono i fiori, perché prima era un bruco e poi si è trasformata in qualcosa di bellissimo, perché ci dice che sta per arrivare la primavera… Tutto vero. Finché ci sarà qualcuno che dice: perché è un animale gentile. Sì, perché la farfalla, come la gentilezza, ha la forza di aprire i cuori, di lasciarci a bocca aperta, di rendere più bello e colorato il luogo in cui viviamo. Perché allora non facciamo entrare nelle scuole questa parola, la gentilezza – molto usata, ma poco messa in pratica – per riscoprirla insieme agli alunni? Una parola che ha la forza di cambiare le persone e il loro modo di vivere il gruppo.

Sì, perché la farfalla, come la gentilezza, ha la forza di aprire i cuori, di lasciarci a bocca aperta, di rendere più bello e colorato il luogo in cui viviamo.

gentilezzaLa gentilezza riguarda tutti, anche me. Partiamo da qui, da quel “me”? Di solito, qualcosa ci piace e ci interessa quando ci accorgiamo che ha a che fare con noi, con la nostra vita. È proprio questo il primo step. Non tanto chiedersi cos’è la gentilezza, quanto piuttosto chiedersi a cosa serve essere gentili? Ci guadagniamo qualcosa? Ebbene, “gentili” sono tutti quei gesti di cortesia e generosità, di altruismo e di onestà, che ci fanno avvicinare agli altri, che riescono a buttare giù i muri, che combattono la prepotenza e la violenza, in tutte le sue forme. “Gentili” sono quei comportamenti che contrastano il bullismo, che abituano all’ascolto, all’aiuto reciproco, che accolgono tutti, nessuno escluso, che fanno nascere il rispetto per gli altri. “Gentili” sono quelle azioni e quei modi di essere che fanno nascere l’amicizia. Ecco perché la gentilezza ha a che fare con noi, con la nostra vita. Ed ecco perché vorrei che se ne parlasse sempre più nelle scuole: perché educare alla gentilezza si può, fin dalle prime classi della primaria.

gentilezzaCome lavorare sulla gentilezza?

Un bel modo per portare in classe la gentilezza e il rispetto può essere la realizzazione di un progetto extracurricolare che coinvolgerà le bambine e i bambini – fin da subito, capiranno che la gentilezza ha a che fare con loro… – e che piacerà tanto anche ai loro genitori. Per cominciare, scriviamo parole e gesti “gentili” su dei foglietti, poi dividiamo la classe in piccoli gruppi e distribuiamoli: ogni gruppo potrà raccontare la sua parola o il suo gesto gentile con dei disegni, con una canzone, inventandosi una favola, con una piccola drammatizzazione. Insomma, largo alla fantasia, perché la gentilezza è anche questo. Per continuare, possiamo giocare con gli alunni al “what if…”, cioè al “cosa accadrebbe se…”. Cosa accade quando rispondo male a un mio amico? E quando qualcuno si comporta male con me? E quando invece sono gentile? Discutiamo insieme sulla forza della gentilezza: le possibili domande sono tante. Cerchiamo però, alla fine, di arrivare a una conclusione che renda tutti soddisfatti.

Molti sono gli strumenti che possiamo usare per lavorare in classe sulla gentilezza. Possiamo leggere una favola, ad esempio proponendo un classico come Il leone e il topo di Esopo, che ci racconta come da un gesto di gentilezza ci sia sempre da guadagnarci e che prima o poi possiamo avere bisogno dell’aiuto di tutti. Potete leggere una delle tante poesie e filastrocche dedicate alla gentilezza: tra le più famose ci sono Gentilezza di Jolanda Restano oppure La filastrocca del piccolo gesto importante di Bruno Tognolini. Potete anche preparare una giornata della gentilezza, come quella che viene festeggiata in tutto il mondo il 13 novembre.

gentilezza

Tra i libri sulla gentilezza che potete adottare in classe, ce n’è uno un po’ speciale, perché i suoi protagonisti sono ungentilezza gruppetto di bambine e bambini che frequentano l’ultimo anno della scuola primaria: è La gentilezza vola lontano, l’ultimo titolo della collana Collilunghi, edita da Librì.

Matilde e i suoi amici stanno per fare una scoperta straordinaria: così come il battito d’ali di una farfalla può scatenare una tempesta, un semplice gesto di gentilezza può rendere il mondo che ci circonda più bello e colorato. Una magia? No, tutta colpa – o merito – dell’effetto farfalla, è così che lo chiamano gli scienziati! Ecco allora le divertenti avventure degli alunni che frequentano la classe della maestra Anna, raccolte in un libro lungo un anno, per parlare di amicizia e di piccoli grandi problemi, di bullismo e solitudine, di emozioni e tanta voglia di stare insieme. Un libro che parla direttamente ai bambini, con tanto spunti per approfondire le tematiche della gentilezza, del rispetto, dell’inclusione, del bullismo. A questo punto, non vi rimane che provare in classe la misteriosa forza della gentilezza.

© Illustrazioni di Giulia Orecchia tratte da “La gentilezza vola lontano” di Fabio Leocata e Giulia Orecchia, Librì Progetti Educativi 2019

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