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Docufilm Basta Compiti: un film scomodo, una scelta possibile

in Zigzag in rete di
Quattordici insegnanti raccontano la loro didattica “a compiti zero”. Presentato a Iglesias in prima nazionale, il film ora sta girando l’Italia

Christian è uno straordinario maestro di Iglesias. Lo abbiamo incontrato per caso 2 anni fa, a Luglio 2017, a Sant’Antioco, nel Sud della Sardegna, quando abbiamo cominciato la prima giornata di riprese del film BASTA COMPITI. Intervistato al volo Christian ci disse che era fondamentale “valorizzare quelli che sono i sogni, le abitudini, i giochi di questi ragazzi” e “come si potrebbe trasformare quell’energia anche all’interno della scuola. Se i bambini si dovessero annoiare non è un problema loro ma nostro come insegnanti, quindi noi dobbiamo metterci in discussione”. A maggio 2019, il film BASTA COMPITI ha avuto la sua prima nazionale proprio a Iglesias dove Christian, vedendolo per la prima volta, lo ha definito un “film scomodo”.

Questo mi ha fatto ripercorrere un po’ tutta la storia di come il film è nato, si è sviluppato, è cresciuto ed infine è stato realizzato. Il film nasce dal mio impegno nel gruppo Facebook Basta Compiti (che conta attualmente più di 13.000 membri) e dalla voglia di trovare un altro mezzo per comunicare l’idea che una scuola senza compiti non solo è possibile, ma è alla portata di qualunque insegnante che voglia intraprendere questa strada alternativa. D’accordo con Maurizio Parodi, lo studioso e dirigente scolastico creatore del gruppo, e grazie all’entusiasmo del giovane regista Rossano Dalla Barba, abbiamo cominciato ad immaginare quali potevano essere gli elementi fondamentali da inserire in un film e contemporaneamente lanciato un crowdfunding per una raccolta fondi che ci permettesse di sostenere il progetto. Pur con tante difficoltà, come detto, il film è stato completato e ha cominciato a girare l’Italia ed è proprio in questi primi incontri, in queste prime proiezioni, che ho ripensato alla definizione che Christian ci aveva dato: il suo essere “scomodo”. È scomodo perché siamo riusciti a NON mettere nel film i lamenti e i disagi, peraltro conclamati, di genitori, nonni e parenti che il problema del “far fare i compiti” ai bambini e alle bambine lo vivono ogni giorno, con sofferenza.

È scomodo perché, al contrario, dà voce alla speranza, alla speranza che sia possibile, ed è possibile, una scuola in cui gli/le insegnanti non assegnano MAI i compiti a casa, né durante la settimana, né durante il fine-settimana, né durante le vacanze. È scomodo perché questa speranza non viene trasmessa astrattamente, ma è incarnata nei volti e nelle parole di quattordici reali insegnanti “a compiti zero” (di ogni ordine e grado) che, quotidianamente, nella condizione attuale della scuola, con tutte le problematiche note e meno note, praticano una didattica diversa, inclusiva, collaborativa ma soprattutto senza invadere il tempo a casa dei bambini e delle bambine e delle loro famiglie. Sono quattordici ma non sono mosche bianche: rappresentano idealmente più di ottocento insegnanti che in tutta Italia, oggi, hanno lo stesso tipo di approccio.
È scomodo perché i ragazzi e le ragazze affidati a tali insegnanti hanno percorsi scolastici regolari, spesso eccellenti, a riprova che i compiti non sono necessari per apprendere. È scomodo infine perché il suo titolo non è uno slogan, ma una pratica possibile, un’opportunità praticabile. È un film che parla a tutti e a tutte, non solo agli insegnanti e agli addetti ai lavori.

L’abolizione dei compiti a casa, infatti, non è una guerra ideologica né tantomeno una battaglia contro gli insegnanti. Al contrario. È una rivoluzione culturale con la quale gli insegnanti ritrovano il proprio ruolo, le famiglie ritrovano i propri tempi e i bambini e le bambine ritrovano i propri diritti. E Nina, la bambina che ci accompagna malinconicamente, facendo compiti lungo tutto il film, alla fine, guardando il sole, ci vuole soltanto dire che, a casa e insieme alla sua famiglia, lei vorrebbe “imparare la vita”.

Riferimenti e contatti per organizzare proiezioni:
email: associazione@giocovunque.it tel. 338 8180274

Credits immagine: Tommaso Chiarolini

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