Concept: dalle icone universali alla parola che hai pensato tu!

in Giochi senza frontiere didattiche di
Giovanni Lumini ci presenta Concept (ed. Asmodee): un gioco che coinvolge tutta la classe. Perché non usarlo i primi giorni di scuola?

E se il primo giorno di scuola si giocasse? Ho una ludoteca in uno sperduto magazzino con tantissimi giochi. Un giorno mi sono detto: se questi giochi non li gioca nessuno che senso hanno? Ho superato la sindrome del collezionista e anche quella dell’accumulatore seriale. Ho deciso di inviare un “pacco di giochi” da tavolo ad alcune amiche insegnanti della penisola (c’è anche un maestro, ma vince la maggioranza!), attingendo alle riserve ludiche che custodivo con grande cura, quasi con devozione. Ma la devozione faceva morire i giochi: le scatole rischiavano di non essere più aperte da nessuno. Un po’ come alcuni dei libri che giacciono, intristendosi, sulle nostre biblioteche di casa e che forse nessuno risfoglierà mai.

E quindi ho preparato 5 scatole (con 10 giochi ciascuno) che sono arrivate in Sardegna, nelle Marche, in Emilia, in Piemonte. Ho pensato che, se l’idea è quella di far entrare il gioco a scuola, è bene e bello farlo entrare dalla porta principale. Quindi niente laboratori specifici, niente progetti appositi, nessun esperto ad hoc, ma usare il “latore” principale: l’insegnante, appunto. Le insegnanti a cui ho inviato i giochi ho avuto modo di conoscerle grazie al progetto del film Basta Compiti, e la loro sensibilità all’aspetto ludico dell’apprendere mi è apparsa conclamata.

Rita Gallo, maestra e formatrice di Torino, non appena ha ricevuto la scatola ha predisposto la classe per accogliere i giochi e, come potete leggere nel suo blog, ha attuato una metodologia affinché i giochi fossero rispettati, sentiti come propri e cominciassero ad essere i “primi mattoni” per creare una vera e propria “ludoteca di classe”, con la stessa identica dignità di una biblioteca, una ludoteca che appartenga prima di tutto ai ragazzi e alle ragazze.

Il gioco è uno straordinario strumento di apprendimento e i giochi da tavolo rappresentano una risorsa che gli insegnanti possono agilmente usare a scuola, con profitto, soddisfazione dei bambini e delle bambine e divertimento per tutti. È il primo giorno di scuola e la maestra si presenta in classe con … un gioco!

Il gioco è CONCEPT (casa editrice Asmodee): c’è un grande tabellone, attorno al quale ci può stare quasi tutta la classe e su questo tabellone ci sono tantissime “icone”, immagini universali, che rappresentano la possibilità di esprimere tutti i concetti del mondo, senza parlare, ma unicamente posizionando dei segnalini. Tocca a me far indovinare a tutti una parola… partiamo da quelle semplici. Prendo il segnalino “punto interrogativo” verde e lo posiziono sull’immagine che indica “animale”:
tutti i miei compagni e compagne sanno che si dovrà indovinare un animale, per l’appunto! Ma come spiegarglielo, come far capire loro quale animale è? Per far questo ci sono dei cubetti colorati che io comincio a mettere sulle immagini che mi possono aiutare.

Così prendo un cubetto verde e lo colloco sull’immagine dell’aeroplano (significa che è un animale che vola); poi prendo tanti altri cubetti verdi e li posiziono tutti sull’icona che significa “piccolo”. Siccome ne metto tanti, voglio dire che l’animale non è solo piccolo, ma è molto, molto piccolo. Infine per aiutare i miei amici prendo altri due cubetti verdi e li metto uno sul colore giallo e uno sul colore nero. E la classe esplode dicendo, quasi all’unisono, la soluzione! È stato facile, ma sarà altrettanto facile far indovinare: Balestra, John Lennon, Armato fino ai denti, Men in Black?
Sicuramente no, ma a quel punto potete usare quanti “sottoconcetti” volete, rappresentati dai segnalini “punto esclamativo” di altri quattro colori.

Concept, pluripremiato e vincitore del prestigioso premio As d’Or in Francia, ha anche una versione KIDS a partire dai 4 anni, tutta incentrata sugli animali e concettualmente (sic!) più semplice.

E voi che state leggendo, riuscite a risolvere il concetto, un po’ più difficile, qui sotto illustrato?

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