ivan sciapeconi maestro

Cosa fa un maestro in mezzo a tante maestre?

in Redazione Aperta di
Ivan Sciapeconi è un insegnante di scuola primaria. Cosa significa essere un maestro  oggi? Ce lo racconta con garbo e ironia.

Mica te lo devono spiegare, se sei un maestro di scuola primaria lo sai già. Lo sai che non passi inosservato ed è un bel casino, perché chi non passa inosservato parte svantaggiato. L’invisibilità è un superpotere, lo dice Banksy e Banksy è uno che se ne intende.

bansky maestro
Se hai lo svantaggio di non essere invisibile, ti capita di entrare in una scuola primaria e di essere visto. È ovvio. E mentre loro, le tue future colleghe, ti vedono tu vedi loro: sono tutte riunite in piccoli gruppi. Sparsi. A quel punto, non hai molte opzioni: solo tre e per te una vale l’altra.

Scegli un gruppo a caso,
prima opzione
Te ne stai per i fatti tuoi,
seconda opzione
Passi da un gruppo a un altro,
terza opzione
Ora, se sei un maestro maschio e per di più hai occhio per una cosa vaga che potresti chiamare demoetnoantropologia, prima o poi lo capisci come funziona. Se poi non hai occhio per la demoetnoantropologia, c’è sempre qualcuno che si toglie lo sfizio di dirtelo chiaramente. E funziona così.
Se scegli un gruppo, prima opzione, parte il toto nomi su quale maestra ha attivato la tua attenzione di maschio. Se te ne stai per i fatti tuoi, seconda opzione, va da sé che la tua attenzione di maschio non si attiva. Sei fallato, come dire.

Se passi da un gruppo all’altro, terza opzione, la tua attenzione di maschio svolazza come una farfalla e merita il rispetto di un maialino. Al che, scatta il ripiego tattico: cerchi il bagno degli uomini.

Solo che il bagno degli uomini non c’è.

bagno insegnanteOra, questa storia dei bagni ogni tanto la tiro fuori perché non è molto importante e quindi è un buon metro per misurare le cose. Se lavori in un posto in cui ci sono tutti maschi e poi arriva una donna, quasi istantaneamente spunta un bagno in rosa. Sicuro, sperimentato. Non so perché, sensibilità, forse, imbarazzo, riconoscimento della diversità… Vai a vedere se c’è una scuola primaria in cui ho insegnato provvista di bagno dedicato. Mai una volta, neanche su richiesta. Bagni separati per maschi e femmine al supermercato, in autogrill, nelle stesse scuole per i bambini… Ma non per gli insegnanti della scuola primaria.

Niente bagni, ma un posto da dirigente sì.

Se sei un maestro, soprattutto se navighi a pieno regime dentro gli “anta”, capita immancabilmente di dover rispondere alla domanda: “Beh, allora? Perché non fai il concorso da dirigente?”  Per lo stesso motivo per cui non mi candido a Presidente della Regione Emilia Romagna, a consigliere in Molise o a direttore dell’azienda sanitaria delle Marche. Per lo stesso motivo per cui non vado a bucare le gomme di notte in giro per la città: non mi appartiene.

sciapeconi insegnante

E non è che le colleghe, quella stessa domanda, se la rivolgano tra loro. Non parte mai un: “Bella, perché non fai la dirigente?”. Allora io mi gratto la barba, non provo neanche più a spiegare che non tutti i maschi nascono per fare i dirigenti e che c’è anche chi si diverte da morire a fare gli scherzi ai bambini. E quello sono io.

Ho pure scoperto che con l’allegria i bambini imparano duecento volte più facilmente

Ho pure scoperto che con l’allegria i bambini imparano duecento volte più facilmente, almeno stando a quel che dice Daniela Lucangeli. In conclusione: se vedi un maestro che ride con i suoi alunni, sappi che non ha bisogno di altro. Di un bagno, forse, ma non di altro.

Per saperne di più: http://www.ivansciapeconi.it/

Ti è piaciuto questo articolo?

Iscriviti alle nostre storie 10 e lode

1 Commento

Lascia un commento