Kinetoscopi portatili 2.0, una rivincita per Edison?

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Con smartphone, tablet e tecnologia all’avanguardia è come se molti di noi oggi avessero un proprio kinetoscopio portatile. Una riflessione di Carlo Ridolfi

Agli albori della storia del cinema, verso la fine del diciannovesimo secolo, furono in molti a cimentarsi con la sperimentazione e la costruzione di macchine che mostrassero immagini in movimento. In Germania furono i fratelli Skladanowsky. In Italia Filoteo Alberini. Negli Stati Uniti, tra il 1889 e il 1892, fu l’operatore William Dickson a sviluppare una macchina chiamata kinetoscopio.

kinetoscopio

film-the-kiss-1896-granger kinetoscopioDickson lavorava per Thomas Alva Edison, che per questo risultò titolare del brevetto. La macchina consisteva in un cassone di legno che aveva un oculare sulla parte superiore. L’aspirante spettatore inseriva qualche centesimo nella cassa, girava una manovella, poggiava l’occhio e assisteva alla proiezione di brevi filmati, come il Dickson Experimental Sound Film (con un tubicino accostato all’orecchio si poteva sentire anche l’audio, mentre si assisteva alla scena di un violinista che accompagnava il ballo di due uomini) o il primo (castissimo) bacio della storia del cinema, scambiato tra i due attori May Irwin e John Rice (nella foto a sinistra).

auguste lumiere kinetoscopio
L’invenzione di Dickson/Edison, tuttavia, non ebbe grande successo commerciale. Molto più efficace e appetibile per raggiungere profitti si rivelò essere, com’è noto, il cinematografo dei fratelli di Lione Louis e Auguste Lumière.
Il kinetoscopio, infatti, poteva essere utilizzato solo da una persona per volta, mentre il cinematografo permetteva a molte persone nella stessa sala di assistere contemporaneamente alla proiezione della stessa pellicola. Lo capì immediatamente lo stesso Edison, che era un inventore ma anche e soprattutto un uomo d’affari, che non perse tempo e rilevò i diritti di utilizzo e distribuzione per tutti gli Stati Uniti dell’invenzione dei Lumière.

Il kinetoscopio poteva essere utilizzato solo da una persona per volta, mentre il cinematografo permetteva a molte persone nella stessa sala di assistere contemporaneamente alla proiezione della stessa pellicola

Oltre un secolo dopo, nel 2004, in una sequenza della prima avventura della famiglia degli Incredibili, Mr. Incredible comunica con la misteriosa emissaria di colui che si rivelerà essere il cattivo della vicenda con un aggeggio che assomiglia in tutto e per tutto a quello che diventeranno i tablets di attuale e comune utilizzo. Ciò a cui stiamo assistendo – genitori, insegnanti, educatori in genere – può essere considerata come una sorta di rivincita postuma di Edison.

E’ come, cioè, se molti di noi avessero un proprio kinetoscopio portatile – che si chiami tablet, smartphone o altro è del tutto secondario – sul quale poter vedere, non inserendo materialmente delle monetine, ma attraverso i contratti stipulati con gli operatori telefonici e con le singole piattaforme di contenuti, tipo Netflix o Amazon Video, una quantità sempre maggiore e in aumento esponenziale di video, film, serie, cartoni animati e così via.

kinetoscopio realtà virtuale

L’utilizzo individuale e persino individualistico dei racconti per immagini in movimento porta con sé una serie di conseguenze – non negative o positive di per se stesse, ma delle quali è necessario tener conto – che in ambito educativo fanno analizzate e valutate. La prima e più evidente (di tipo sociale) è la trasformazione dell’immersione nel racconto per immagini in movimento da esperienza collettiva (andare al cinema significava uscire di casa, quasi sempre in compagnia, dei genitori o degli amici; entrare in una sala; vedere un film tutti insieme al buio) a esperienza individuale (possiamo vedere il racconto in qualsiasi luogo, da soli, anche con la luce accesa).

La seconda (di tipo psicologico) è che il racconto per immagini in movimento può essere visto in qualsiasi condizione ambientale (anche in mezzo a rumori e disturbi vari) e può essere interrotto e ripreso un numero illimitato di volte. Edison da qualche parte starà festeggiando per la sua rivincita. Noi, qui, dobbiamo rifletterci.

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