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Vacanze da maestri: un, due tre, questi mesi son per me

in Educazione di
Ivan Sciapeconi con arguzia e ironia, ci parla di un argomento attuale e… scottante: le vacanze dei maestri e delle maestre.

Su questo siamo tutti d’accordo, maestri e maestre voglio dire: l’estate non si tocca. Le vacanze? Nemmeno. Poi gli altri la pensino come vogliono, ma per noi è così. Un’insegnante, in pensione da molto tempo, mi ha detto che una volta le scuole erano chiuse tre mesi, d’estate, ma per me non è vero. È un racconto mitologico. Un po’ come andare in pensione a cinquant’anni, far alzare i bambini per dire buongiorno o farsi chiamare “signor maestro” al posto di Ivan. Cose così, leggende di quando Berta filava.

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Comunque, se sei un insegnante lo sai: con i primi caldi crescono gli invidiosi, quelli che dicono che non è giusto, che tre mesi d’estate a casa a non far nulla sono troppi. Qualcuno si spinge oltre, specie sui social. Parassiti, ti dicono, statali! E allora, ti verrebbe da dire che no, quello dei tre mesi è un racconto mitologico, al limite i mesi sono due, ma neanche due, uno, come tutti. Un mese di ferie e un mese non si sa bene a far cosa. Sui social, soprattutto, è tutto un rispondere da parte di colleghi e colleghe che tirano fuori le date degli esami a luglio inoltrato, le prove da correggere, i progetti futuri, le programmazioni da anticipare. Io no.

Io no

Io non ci tengo a dimostrare che lavoro d’estate, anzi, secondo me è giusto starsene due mesi non si sa bene a far cosa. Chiusi i lavori che devo, spolvererò i libri che son rimasti tristi, senza attenzioni per tutto l’inverno, e me li divorerò. Voglio dire, faccio il maestro mica lo spazzacamino, ma lo spazzacamino è solo un esempio per non offendere nessuno. E se c’è uno spazzacamino che legge chiedo scusa, ma non sapevo che ci fossero ancora, gli spazzacamini. E poi anche gli spazzacamini dovrebbero rivendicare del tempo per leggere in santa pace.

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Se non leggo, poi che gli racconto ai bambini? L’ultima puntata del Grande Fratello?

Se non leggo, poi che gli racconto ai bambini?

A me ne servirebbero tre di mesi, come ai tempi di Berta che filava. Con tre mesi tutti per me leggerei ancora più libri, tornerei con la testa ancora più piena di storie, di idee. Vuoi mettere il guadagno per la scuola? Vuoi mettere il divertimento? Solo che adesso c’è un amico, uno che non fa lo spazzacamino ma il maestro come me, che mi ha detto che il nuovo governo interverrà. Pare che un politico, uno in vista, sostiene che tre mesi di ferie sono una vergogna. Ci sarebbe da spiegargli, al politico, la storia del mito e di Berta che non la smetteva di filare, ma chi se la sente? I politici sono care persone, ma seguono ragionamenti tutti loro; strategie, le chiamano.

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No, evitiamo, non state a spiegare nulla, ma fate come me. Se l’insano provvedimento dovesse essere approvato, se le scuole dovessero rimanere aperte durante tutta l’estate, armatevi di trapano e di punta dodici. Non scegliete un trapano a batteria, mi raccomando, che quelli sono poco potenti e rischiano di lasciarvi a piedi. Fate dei buchi nella vostra aula e piantate due fischer ad anello. Diciamo a una distanza di due metri e mezzo l’uno dall’altro. Mi raccomando, non troppo in alto, perché ai fischer dovrete agganciare l’amaca. Un’amaca, sì, se ne trovano a basso costo e fanno il loro dovere. Finito il lavoro, scegliete i libri da leggere e appoggiateli su una sedia vicina, vicina ma non troppo: dovete lasciare lo spazio per dondolarvi. La scuola ci guadagnerà e i vostri alunni non la smetteranno di ringraziarvi. Parola mia.

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