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Ludovico Ariosto tra reale e ideale: un percorso didattico

in Letteratura di
Sabina Minuto porta nella sua classe di un istituto professionale i grandi classici della letteratura: primo incontro, Ludovico Ariosto

Io insegno con la letteratura non la letteratura. Lo ha detto Simone Giusti e io mi sono accorta di farlo da sempre.
Non credo nelle date, nella storicizzazione eccessiva degli autori, nel ridurre tutto a correnti letterarie, negli appunti dettati e studiati a memoria. Credo invece nel potere, a volte salvifico, della letteratura. Credo nei libri giusti al momento giusto. Nelle “storie narrate che insegnano i sentimenti” (cit. Umberto Galimberti). E in questo modo lavoro a scuola con i miei studenti dell’istituto professionale. A loro non posso certo negare la conoscenza degli autori. Anzi, mi sento tremendamente responsabile di questo perché so che magari mai più li incontreranno. Obiettivi alti dunque. Lavoriamo nella zona di sviluppo prossimale.

Tiziano, presunto ritratto di Ludovico Ariosto
Tiziano, presunto ritratto di Ludovico Ariosto

Così abbiamo iniziato a incontrare Ludovico Ariosto dal suo poema più famoso. Ed é stata una bella cavalcata.
Il percorso si chiama « reale e ideale » e ci condurrà lontano fino a Foscolo e a Leopardi. Quello che mi è piaciuto sottolineare è la distanza dei due piani nella Ferrara del ‘500, nella vita di Ludovico. E in noi ovviamente.

Abbiamo incontrato Ludovico dal ritratto che ne ha fatto Tiziano. « Era ricco » hanno dedotto i ragazzi. Interessante idea questa. Era ricco perché si faceva ritrarre. Certo. E non da uno qualsiasi. Ma come lo era? E perché? E poi oggi anche noi non ci immortaliamo ogni attimo con i selfie ? E giù a discutere.

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Brain Storming su ideale / reale
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Helena Perez Garcia, Angelica e Orlando

Poi siamo passati alla lettura. Canto I Canto XII. Canto XXIII. La storia di Angelica e di Orlando non può non piacere ai miei studenti. Uno che per amore è diventato pazzo. E noi? Facciamo follie per amore? Quali e quali saremmo disposti a fare? Un quick Write di 5 minuti aiuta nella riflessione e ad entrare nella storia. Non si digerisce facilmente che Orlando perda la sua amata proprio a causa dei suoi amici fraterni già dal primo canto. Un tema che ci urta, in fondo. Difficile se vogliamo. Un tema che i ragazzi colgono subito come la grande ironia che pervade le ottave. «  Ha perso il cavallo! Che cavaliere é? » « Si fa battere da una donna! »

Il canto XII di cui abbiamo letto poche ma sentite ottave ha “spaccato”.

La cosa che più li ha colpiti è quando ho raccontato loro della difficile e contorta vita che si svolgeva nella corte Estense nel ‘500. La congiura di Giulio e Ferrante contro i fratelli li ha proprio catturati. « Ma allora erano come i cavalieri del poema! Tutta una gran finzione, una giostra! » e qui hanno citato il mio amato Calvino che ho introdotto di soppiatto.

Il canto XII di cui abbiamo letto poche ma sentite ottave ha “spaccato”. Sì perché le connessioni fatte con l’oggi ed il Castello di Atlante, saltano fuori da sole. Un castello dove ciascuno vede ció che brama e desia. Quale spunto migliore per un veloce quick write. Cosa ci sarebbe per me nel castello di Atlante? Quale la mia illusione? Qui il passaggio è stato difficile. Chi ha detto un bene materiale che sa di non poter mai avere ( una Ferrari), chi l’essere promosso o il tornare nel suo paese. Illusioni che spesso sono anche delusioni.

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Simone Peterzano, Angelica e Medoro (ante 1572) olio su tela, Parigi, Galérie Canesso

Al canto XXIII la pazzia di Orlando è stata studiata passo passo insieme a Ludovico. Prima nega l’evidenza, cerca alibi alle prove che ha sotto gli occhi. Angelica lo ha tradito. Ama un altro. Poi l’esplodere. Noi che faremmo? “Nudi no!” Mi han detto! “ Un bel cazzotto al tipo!” “ Niente perché mia nonna mi ha sempre detto che mollata una ne trovi tante altre. Non vale la pena.” Ipotesi e intanto le ottave scorrevano e la loro musica ( subito riconosciuta nella metrica) pure.

Ora abbiamo imbastito un’analisi testuale che parte da una parola chiave a scelta da ricollocare nel poema. Una scelta da loro, una scelta da me. Prima avevamo compilato un form per ogni ottava letta. In modo da avere strumenti di lavoro su cui intervenire. Io ho poi dato loro un mio testo (mentore) su cui basarsi. Dico spesso che si impara copiando. Loro oramai sanno che intendo: ispirarsi, guardare e rifare con i modi propri, proprio come in una bottega del rinascimento dove il maestro lavorava insieme agli apprendisti. Siamo un laboratorio di scrittori e lettori, questo è chiaro.

Obiettivo: dire il più possibile con la massima chiarezza ma senza essere pesanti.

Infine stiamo preparando uno speech: ognuno avrà un minuto per raccontare tutto quello che sa o vuole dire dell’Orlando. Obiettivo: dire il più possibile con la massima chiarezza ma senza essere pesanti. Stiamo studiando strategie. Anche perché la prof che se li dovrà ascoltare tutti e 22 non può morire di noia.

Vi lascio con queste righe del lavoro di A. un mio studente.ariosto niente teller

«Nel libro « Niente » che stiamo leggendo attualmente in classe, scritto da Janne Teller, ci sono le illusioni: i personaggi stessi si illudono che quello che dice Pier Anton riguardo alla vita non sia vero. Secondo me si illudono che tutto quello che stanno facendo per trovare significato abbia senso, in realtà per il loro amico Pier non ne avrà alcuno. Il mondo stesso è fatto di illusioni che colpiscono le persone e fanno male. Si arriva a crederci così tanto che si vive nell’illusione stessa. Così come il reale può diventare ideale, viceversa l’ideale può a volte diventare reale, lavorando sodo».

Potenza delle connessioni e di Ariosto.

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