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Un albo illustrato per il “progetto accoglienza”

in Educazione di
Tiziana Cunio, arteterapeuta, ci racconta brevemente il progetto proposto in alcune scuole primarie di Fino Mornasco (Como)  dove usa l’albo illustrato “Che cos’è un bambino” di Beatrice Alemagna.

Tiziana Cunio, arteterapeuta Apiart (Associazione Professionale Italiana Arteterapeuti), ha coinvolto quattro scuole (su cinque) dell’IC di Fino Mornasco, un paese in provincia di Como. “All’interno del percorso di arteterapia “Progetto Accoglienza” pensato per gli alunni di prima primaria – racconta Tiziana Cunio –  dallo scorso anno ho introdotto anche un albo illustrato di Beatrice Alemagna, Che cos’è un bambino?”.

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“Che cos’è un bambino” di Beatrice Alemagna, Topipittori

Pubblicato nel 2008 e best seller del catalogo di Topipittori, tradotto anche in francese, greco, spagnolo, portoghese (Brasile), fiammingo, cinese (tradizionale), coreano, svedese, inglese, cinese (semplificato) e giapponese, l’albo pone una domanda “di quelle che lasciano senza fiato. Ma Beatrice Alemagna si dimostra all’altezza e procede sicura, forte della sua lunga frequentazione del mondo infantile e di un immaginario raffinatissimo e, insieme, potente, amato dai bambini di molti paesi. “Un bambino è una persona piccola,” con piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo con idee piccole. Dall’intreccio di parole cristalline e immagini poetiche nasce un libro divertente, commovente, folgorante: una galleria di ritratti a misura di bambino che piacerà a piccoli e grandi. Che cos’è un bambino? è un libro da leggere insieme, per aiutare i bambini a rispondere alla domanda “Chi sono io?”. E per aiutare gli adulti a capire cosa sono i bambini” (cit. la presentazione dell’albo dal sito della casa editrice).

“Il punto di partenza di uno dei nostri incontri a scuola – spiega la Cunio – è stata proprio questa domanda: le risposte le abbiamo trovate ascoltando le parole e osservando le immagini che hanno permesso ai bambini di identificarsi e riflettere sul senso di diversità e unicità di loro stessi e di ogni essere umano (e vivente).  La frase ha fatto da filo conduttore e ha collegato gli incontri permettendo di andare a toccare e far emergere senso di appartenenza, uguaglianza e accettazione dell’altro è stata questa: “Ci sono bambini di tutti i tipi, di tutti i colori, di tutte le forme“. I bambini hanno ascoltato e osservato (in alcuni casi molto divertiti) i disegni: in tutte le classi l’immagine che ha fatto alzare mormorii e risatine (non si mettono le dita nel naso, hanno esclamato tutti) e incrociare gli sguardi è questa:

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Illustrazione da “Che cos’è un bambino” di Beatrice Alemagna, Topipittori

La frase che ha riscosso maggiore consenso è che i bambini vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati. Vorrei concludere con questo pensiero – aggiunge Tiziana Cunio –  per chi svolge una professione come la mia sa quanto è importante ascoltare/guardare con attenzione; spesso è necessario andare oltre le apparenze e osservare col “cuore” perché i disegni parlano, raccontano e dicono molto più delle parole“.

i disegni parlano, raccontano e dicono molto più delle parole

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