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Gli psicologi contro Netflix, Tredici pericoloso per i soggetti a rischio

in Tavola Rotonda di
Numerosi psicologi chiedono la cancellazione della seconda stagione Netflix di Tredici, secondo loro provocherebbe un rischio di emulazione per le giovani generazioni

Avevamo già parlato della prima stagione di Tredici e del suo successo controverso dovuto a una tematica complessa e difficile da affrontare. La protagonista infatti si suicida e tramite delle audiocassette spiega i motivi dell’estremo gesto ai colpevoli, secondo lei, del fatto.

Si tratta di una delle serie che ha avuto maggior successo per Netflix, specialmente perché nonostante il budget molto basso la serie si è ritagliata un discreto share di pubblico. I fan sono soprattutto giovani e forse proprio per questo si sono sollevate molte polemiche che ne contestano il valore educativo.

Nel frattempo Netflix ha annunciato il rinnovo per la seconda stagione accontentando i fan ma adirando molti psicologi che sono giunti a chiedere la cancellazione. Dan Reidenberg, psicologo specializzato in prevenzione dei suicidi, sostiene che la serie abbia generato un aumento apprezzabile dei casi di suicidio.

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E in effetti c’è stato un caso saltato alla cronaca in cui un giovane di 24 anni si sarebbe suicidato ispirandosi forse alla protagonista della serie, lasciando delle note vocali destinate ai suoi carnefici.

Dall’altro lato Netflix ha sempre sostenuto invece non solo l’innocuità del prodotto ma anzi la sua utilità per portare il tema davanti ai riflettori e così facendo permettendo un dialogo aperto tra genitori e figli sull’argomento, tra l’altro fornendo alla fine delle puntate il numero americano per la prevenzione dei suicidi.

Netflix quindi tira dritto sostenendo che “Tredici ha aperto il dialogo tra genitori, ragazzi, scuole e psicologi a proposito dei forti temi raccontati nello show”. Assisteremo quindi a una seconda stagione.

Bisogna anche dire che il ragionamento su cui si fonda l’accusa mossa al colosso dello streaming poggia su basi non proprio solide. Uno degli elementi principali dell’accusa è legato all’aumento delle ricerche su internet a tema suicidio. Il fatto che venga ricercata con più frequenza una parola chiave o un argomento non può essere automaticamente collegato a un aumento del fenomeno reale.

 

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