Il potere dell’interesse

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L’interesse ci ha portati fin dove siamo ma cos’è? Perché qualcosa ci sembra interessante? Come mai abbiamo questa capacità?

L’interesse ha il potere di trasformare un amatore in un professionista e un talento naturale in un maestro. Ma cos’è effettivamente? Si tratta di uno stato psicologico provato sul momento ma anche una predisposizione a impegnarsi ripetutamente in particolari attività o con particolari oggetti per lunghi periodi.

Ma perché possediamo una tale capacità? Secondo Paul Silvia della University of North Carolina sembrerebbe uno strumento sviluppato dall’uomo per uscire dalla propria zona di comfort, un modo per superare la paura di quello che non conosciamo. Ma non solo, ci permette di concentrarci su qualcosa di specifico e non divagare a causa dei numerosi stimoli informativi che riceviamo ogni giorno.

L’interesse guida le nostre scelte accademiche e lavorative perché fare ciò che ci piace potenzia la nostra capacità di calcolo, permettendoci di sviluppare connessioni più facilmente, di imparare meglio e di pensare più efficientemente.

L’argomento deve essere nuovo, complesso ma comprensibile

Ma come si può promuovere l’interesse? Genitori e educatori devono trovare il modo di catturare e mantenere l’interesse. Per la prima fase Paul Silvia suggerisce che l’argomento sia nuovo, complesso ma comprensibile. Questo perché più sappiamo su un argomento più le nuove informazioni possono creare conflitto, e per superarlo impariamo ancora di più, generando un circolo virtuoso. Ma l’argomento non deve essere né troppo facile né troppo difficile, altrimenti non c’è alchimia che tenga.

Per fare questo gli educatori non devono cedere alla tentazione di giungere troppo velocemente alle risposte, ma di lasciare che la domanda faccia nascere più interesse. La domanda infatti crea un vuoto di conoscenza che tendenzialmente i ragazzi sentono il bisogno di riempire.

Si rivela importante il ruolo della domanda per aiutare a vedere il valore del proprio operato

La seconda parte è mantenere l’interesse. E qui le cose si fanno difficili perché varie ricerche hanno confermato che affrontare un argomento puntando sulla sua futura utilità ha un effetto estremamente controproducente. Lo studio di Judith Harackiewicz ha dimostrato che gli studenti ai quali era stato detto che la matematica sarebbe stata importante nelle loro vite da adulti aveva effettivamente minato l’interesse in coloro i quali non si sentivano abbastanza preparati in materia.

Invece si rivela importante il ruolo della domanda, infatti chiedendo ai ragazzi in che modo pensano che una determinata materia di studio possa avere ricadute nella vita fuori dalla scuola li aiuta a vedere il valore di quello che stanno facendo.

Gli educatori possono anche promuovere lo sviluppo degli interessi supportando e aiutando i ragazzi a sostenere momenti difficili o confusionari. Ognuno è diverso, per cui c’è chi avrà bisogno di più supporto, mentre altri andranno spinti verso una maggiore autonomia. L’obbiettivo in ogni caso è di coltivare un interesse che permanga e produca uno stimolo e una soddisfazione intellettuale da portare avanti per tutta la vita con vigore e zelo.

Fonti:

https://ww2.kqed.org/mindshift/2013/11/04/how-the-power-of-interest-drives-learning/

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