Leggere insieme una grande autrice

in Virgolette di
Classici o moderni? Libri per ragazzi oppure libri per tutti? Ci sono libri che riescono a soddisfare più esigenze e a rappresentare una sorta di “classicità” letteraria anche in una proposta contemporanea e a mettere insieme adulti e ragazzi, persino bambini.

Non sono molti, d’accordo, perché pochi autori hanno il tocco magico in grado di attraversare il tempo e toccare il cuore di un pubblico molto vasto. Uno di questi autori è una grande scrittrice italiana, Lia Levi, una signora dall’età rispettabile che può perciò rappresentare per tutti noi un punto di riferimento letterario, culturale e di trasmissione della memoria e della partecipazione sociale.

Lia Levi ha pubblicato il suo primo, importante romanzo nel 1994. Si tratta di Una bambina e basta (edizioni e/o), un romanzo d’ispirazione autobiografica capace di coinvolgere anche ragazzi e bambini per il suo alto valore non solo di testimonianza storica, ma soprattutto di consapevolezza di appartenere a un contesto democratico e di convivenza civile, un percorso iniziato alla fine della seconda guerra mondiale, dalla Resistenza e dalla caduta del Fascismo.

Lia Levi

Oggi, questo libro che ha ventitré anni è un best seller tradotto in moltissimi paesi stranieri, ed è considerato quasi un classico, non tanto per la sua lunga durata, in un periodo storico in cui la “vita” dei libri è brevissima, ma per la scrittura letteraria, che riconduce questo memoir ai romanzi novecenteschi di Elsa Morante, Ignazio Silone, Elio Vittorini, Natalia Ginzburg.

I suoi romanzi sono proposti e letti nelle scuole superiori di primo e secondo grado, specialmente il suo ultimo romanzo Il braccialetto (edizioni e/o 2016), in cui i due protagonisti adolescenti nella Roma del 1943 hanno conquistato i lettori giovani oltre che critica e pubblico adulto.

Personaggi vivi, appassionanti che permettono di rievocare ambienti in descrizioni colte con pochi e profondi colpi d’occhio, senza indugiare in pleonasmi retorici, spesso più sfoggio di erudizione che capacità narrativa. Lia Levi sa controllare la scrittura ponendola “al servizio della storia” ma senza che quest’ultima prenda il sopravvento in una narrazione prosciugata, dove il pensiero non trova suggerimenti per scendere nelle profondità.

Invece, con sapienti tocchi, quest’autentica narratrice sa condurci a riflettere sull’ambiguità dei caratteri, sulla complessità delle relazioni, sulle mille sfaccettature dell’animo umano, mai lineare o monocromo. Lia Levi ha la rara capacità di rivolgersi ai bambini con leggerezza, spontaneità, empatia.

Le sue storie per i più piccoli sono state illustrate e pubblicate da editori specializzati in albi illustrati come Orecchio Acerbo, Piemme e Giunti, e tutte sanno restituire contenuti difficili di temi come il razzismo, il coraggio, la solitudine, la libertà, la guerra, in termini semplici, comprensibili, con ironia e immaginazione.

Lia Levi

Si legga ad esempio Il pappagallo francese (Piemme 2014, illustrato da Lucia Salemi), dove un bambino che desidera tanto un pappagallo lo sente ripetere la parola sconosciuta “libertà”, o la premiatissima Portinaia Apollonia (Orecchio Acerbo, 2005, illustrato da Emanuela Orciani, Premio Andersen come Miglior libro dell’anno 2005) che tocca il tema del rastrellamento nazista con una portinaia dall’apparenza minacciosa che metterà in salvo un bambino e la sua mamma.

La serie della banda della III C, un successo editoriale pubblicato da Piemme (il primo titolo nel 2009, l’ultimo del 2015), riesce nella scommessa di raccontare una “banda” di bambini dediti a “missioni” di pace e di protezione, senza mai cadere in moralismi o lezioni di “buonismo”.

Torinese di nascita e romana da sempre, Lia sa dialogare con i ragazzi e i bambini che incontra instancabilmente da decenni nelle scuole e nelle biblioteche, nei Festival, nelle Fiere, testimone di impegno civico, passione letteraria, e un ininterrotto dialogo intergenerazionale per la comprensione che passa attraverso storie che compongono la nostra comune storia.

Rubriche

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