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La gestione della rabbia nel metodo Montessori

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Usare il metodo Montessori per calmare i bambini e fargli comprendere un sentimento primordiale ma complesso come la rabbia

Come fare a calmare una persona arrabbiata? Specialmente se si tratta di bambini non è un’impresa facile perché non sanno ancora incanalare le emozioni. Bisogna tenere conto del fatto che la rabbia non sia un’emozione positiva o negativa. È legata spesso alla paura o alla frustrazione e senso di inadeguatezza e fa parte del percorso di crescita di tutti i bambini.

Il metodo Montessori si dedica molto alle emozioni dei bambini e predica l’importanza di insegnare a comprendere il mondo delle emozioni. Ma prima di tutto dobbiamo comprendere noi in primis le possibili cause della rabbia di un bambino. Possono essere promesse non mantenute, prese in giro, frustrazione per desideri non esauditi. Può scatenarsi per un no che non viene accettato, a causa della solitudine o della stanchezza. Ma è anche un modo per attirare l’attenzione, un segnale di inadeguatezza, l’arrivo di un fratellino.

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Cosa ci dice allora il metodo Montessori? L’idea è quella di favorire l’autonomia. La responsabilità del proprio apprendimento è il fulcro del messaggio di questa educazione e passa attraverso l’analisi dell’ambiente che lo circonda.

Come possiamo utilizzarlo? Osservare e ascoltare bene il bambino, non bisogna sottovalutare nessun aspetto del suo comportamento. Non fare paragoni con altri bambini perché potrebbe generare un senso di inadeguatezza che sfocia in una rabbia ulteriore. Assicurarsi che il bambino si senta sempre al sicuro e non abbia paura di parlare, di scoprire il mondo e interagire con altri bambini.

Ma soprattutto dobbiamo imparare a permettere ai bambini di sbagliare. Non possiamo guidarli in anticipo. Il consiglio è positivo, ma l’autonomia e la responsabilità si formano facendo le cose da soli e sbagliando. Solo così può formarsi una solida autostima.

Un’idea? Il barattolo della calma, oppure il cestino della rabbia. Un piccolo escamotage per esternare l’emozione. Basta utilizzare una scatola qualunque (delle scarpe, un cestino, un sacchetto) che il bambino può personalizzare come vuole e metterla in un posto facilmente accessibile.

Quando il bambino si arrabbia si può provare a chiedere di indirizzare la sua rabbia verso la scatola, sia riempiendola di oggetti a portata di mano o simbolici che devono essere simbolo della rabbia stessa. In questo modo il bambino potrà poi chiudere la scatola e metterla al suo posto.

Nel momento in cui la crisi sarà passata, sarà possibile affrontare l’evento in maniera più razionale cercando di capire i motivi per i quali si è arrabbiato. L’associazione fisica con la scatola e gli oggetti al suo interno diventa un canale per comprendere l’emozione che lo ha assalito e per “digerirla”.

Senza dimenticare che un bambino arrabbiato è spesso un bambino che ha bisogno di attenzione affettiva, ignorarlo peggiora soltanto le cose. Bastano pochi minuti di considerazione per valorizzarlo e dargli la giusta importanza.

Fonte:

http://psicoadvisor.com/metodi-montessori-gestire-la-rabbia-dei-bambini-modo-veloce-ed-efficace-7876.html

 

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