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Come risolvere il problema della finta lettura? Con la scelta

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Avete mai provato a far innamorare gli studenti di un grande classico con tutto l’impegno che potevate metterci e vi siete trovati davanti dei lettori disinteressati?

Non è un mistero che molti ragazzi accettino malvolentieri un compito di lettura. E chi non lo ammette apertamente magari ha il cellulare nascosto fra le pagine del Manzoni. Non bastano gli appelli a spegnere gli smartphone e le ramanzine sulla tecnologia cattiva.

La finta lettura è un problema che potrebbe effettivamente danneggiare gli studenti e le future generazioni. Quando all’università gli studenti incontreranno centinaia di pagine da leggere e studiare potrebbero essere scoraggiati proprio per colpa della scarsa attitudine alla lettura. Costruirsi una “resistenza” alla lettura di libri corposi può essere un elemento di forza per l’istruzione futura.

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E per fare questo probabilmente c’è solo una strada. Dare ai ragazzi la scelta. La desiderano. Vogliono dei personaggi, argomenti, temi, e ambientazioni che conoscono e di cui si interessano. Vogliono libri che possono capire perché vicini alla loro esperienza. Una volta che sono a loro agio con la lettura, beh a quel punto la strada verso altri libri come i classici è spianata.

Certo la scelta da sola non basta. Serve un bravo insegnante che sappia anche consigliare dei classici in base allo studente. Pensiamo ad autori come Bradbury, Brontë, Hemingway. Non ci si può abbandonare solo alla semplicità, deve rimanere lo stimolo e la spinta a libri più complessi.

Servono entrambe le cose. Da una parte autori di capolavori indimenticabili, rilevanti ancora oggi; dall’altra opere contemporanee che influenzano la narrativa e le storie di oggi in film, canzoni, videogiochi. Abbiamo bisogno di entrambi, ma come fare?

Per esempio introducendo il concetto di riassunto del libro con un classico letto in classe e riproporlo con un libro a scelta dell’alunno.  Dopo l’esempio i ragazzi si lanceranno nei loro libri preferiti e ricercheranno non solo la trama principale, ma anche le sottotrame, i conflitti. Staranno più attenti alle immagini ripetute e al simbolismo. Permettendo anche all’insegnante di capire se i ragazzi hanno appreso le giuste abilità.

 

 

 

Fonte:

https://www.weareteachers.com/stop-fake-reading/

 

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